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Bancassurance 2020: il nostro ‘silver lining’

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Bancassurance 2020: il nostro ‘silver lining’
30 novembre 2020
Bancassurance 2020: il nostro ‘silver lining’

Tra i proverbi inglesi ce n’è uno in particolare che mi è sembrato particolarmente adatto a trasmettere lo spirito di questo mio breve articolo: every cloud has a silver lining.

È una espressione che trasmette ottimismo, perché mette in evidenza la speranza di un raggio di sole che passa attraverso le nuvole e viene utilizzata proprio per evidenziare che ogni situazione difficile porta comunque con sé un lato positivo.

Ecco, mi piace pensare a questa fine del 2020 proprio in questo modo: il nostro segmento della Bancassurance ha attraversato un anno certamente non facile, ma a mio avviso porterà con sé nel 2021 molti aspetti positivi che mi piacerebbe condividere con voi e anche sviluppare durante i lavori di questo Bancassurance Forum.

La pandemia ci ha costretti a forti cambiamenti: abbiamo dovuto velocemente rivedere il nostro modo di lavorare, ampliare i canali attraverso i quali le Compagnie interagiscono con i distributori e con i clienti finali, rivedere prodotti e processi distributivi… in altre parole una piccola rivoluzione avvenuta in pochi mesi. Una Società di ricerca ha dichiarato che le Compagnie hanno fatto un balzo tecnologico di 10 anni nel giro di un paio di mesi e, soprattutto, lo hanno saputo fare senza problemi!

Questo è uno dei lati dell’innovazione che mi ha sempre affascinato, ossia la capacità di trovare nuove soluzioni soltanto di fronte a nuovi problemi o ostacoli: senza questi l’innovazione fatica a decollare, come in una sorta di paradosso.

Gli antichi latini già conoscevano questo paradosso, quando dicevano “in nomine libertatis, vincula aedificamus”. Se ci pensate, proprio per liberarci dei virus ci siamo posti dei vincoli molto stringenti che hanno scatenato cambiamenti significativi, alcuni dei quali sono stati accelerati dalla pandemia.

Ad esempio, per fronteggiare i vincoli alla mobilità e garantire la continuità del business anche a distanza, molte Compagnie del sistema hanno adottato con determinazione soluzioni di Smart Working fino al 100% del personale semplicemente attraverso piattaforme che, anche senza la pandemia, molto probabilmente avrebbero potuto essere ugualmente adottate. Allo stesso modo, di fronte alla necessità di interagire a distanza con la clientela sono stati accelerati processi di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti che, molto probabilmente, si sarebbero potuti adottare anche senza la pandemia.

Dopo ormai tanti mesi, possiamo dire però che la lezione più importante della pandemia riguarda l’essenza stessa del nostro essere assicuratori: bisogna essere preparati anche all’imprevedibile, potenziando le nostre capacità di intercettare il rischio e di assumerlo, per creare un sistema sociale sempre più protetto.

Se al termine di questa lunga emergenza saremo stati in grado di generare una più matura cultura del rischio, potremo ripensare al duro periodo della pandemia come ad una occasione di crescita che ci ha fatto intravedere il raggio di sole del proverbio, anche al di là delle nuvole del nostro quotidiano.

Ma la pandemia non ha avuto impatti soltanto sull’operatività delle Compagnie, ha anche indotto ulteriori cambiamenti assai rilevanti sui mercati finanziari e sui comportamenti dei consumatori.

L’ulteriore ed assai repentina riduzione dei tassi di interesse, soprattutto quelli free risk, che hanno toccato nuovi minimi negativi, ha generato impatti rilevanti sui bilanci delle Compagnie Vita e sugli equilibri Solvency. Su questo fronte le Compagnie Vita dovranno rivedere senz’altro il loro modello di business ed anche in questo caso si intravedono già le prime innovazioni nell’offerta di prodotti, soprattutto multiramo, che cambieranno definitivamente lo scenario futuro.

La paura e l’incertezza che il Covid ha tragicamente generato tra i consumatori sta modificando anche le loro preferenze nei confronti delle polizze. L’ultima indagine IPSOS, ad esempio, mostra un evidente aumento del bisogno di sicurezza e la crescente attenzione delle famiglie italiane per la copertura di rischi particolarmente rilevanti come la salute o gli infortuni. Le Compagnie di assicurazione hanno sempre giocato un ruolo rilevante nel rispondere a questi bisogni e dovranno sempre più interpretare questa nuova domanda da parte della clientela formulando nuove risposte in termini di offerta.

Insomma, anche nel nostro business non ha senso fare i “negazionisti” e trascurare cambiamenti a mio avviso irreversibili; occorre piuttosto farli propri ed accoglierli come nuove opportunità di miglioramento e crescita.

Proprio in questi giorni si discute molto dell’incredibile meccanismo dei vaccini, basato sull’iniezione di piccole dosi di virus in grado di scatenare la produzione di anticorpi e rendere un organismo più forte di prima. Mi piace pensare la stessa cosa per il nostro business della Bancassurance: le difficoltà del 2020 ci hanno permesso di accelerare alcuni cambiamenti che ora ci hanno reso decisamente più forti di prima. Un po’ come l’affascinate tecnica giapponese del Kintsugi che, partendo da una ceramica rotta, la rende ancora più pregiata e addirittura ne valorizza il danno rendendo le cicatrici un punto di forza.

In conclusione, auguro davvero a tutti noi, distanti ma ancora più uniti, di lasciarci alle spalle questo 2020 “nuvoloso” e portare nel 2021 soltanto i “raggi di luce” che ci ha lasciato intravedere.

Grazie e buon lavoro!